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Plexiglass e arte: un connubio vincente

💙 Il connubio vincente tra plexiglass e arte comincia poco dopo l’invenzione del “polimetilmetacrilato”, comunemente chiamato “plexiglass”, che è avvenuta negli anni ‘30. 

Una delle prime opere che ne fa uso è “Construction in space with crystalline centre” di Gabo, 1938-1940, esposta alla Tate Gallery di Londra. Si tratta di un solido con piani trasparenti e sospesi, che esaltano la leggerezza del materiale usato.

Da questo momento in poi, il plexiglass viene comunemente adoperato dagli artisti per le proprie opere. Qualche esempio?

Regine Haunschmidt, artista austriaca, riscalda il plexiglass a tal punto da indurre la formazione di bollicine nel materiale, che ricordano quelle dello champagne.
Le sue sculture luminose sono di piccole o grandi dimensioni: grazie alla perfetta trasparenza del plexiglass, viene esaltata l’illuminazione Led che l’artista inserisce nel basamento dell’opera.

Come rendere un serbatoio idrico un’opera d’arte? Ma con il plexiglass!
Tom Fruin ha utilizzato circa 1.000 frammenti di plexiglass colorato per rivestire un serbatoio 
a torre sul tetto dell’edificio principale del Brooklyn Bridge Park, con un effetto davvero “wow”!

Dieter Erhard crea opere d’arte con il plexiglass fluorescente: famosa la sua “Balena per bambini” nello stagno del palazzo Bellevue a Berlino, sede del Presidente della Repubblica tedesca. La vedete risplendere anche al buio, senza luce elettrica, grazie all’ottima conduttività luminosa del plexiglass.

Allora, vi abbiamo convinti sulla bontà dell’unione plexiglass e arte?



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